Vision: Proposte per un Nuovo Modo di Vivere la Scuola

JOYSCHOOL: PER UN NUOVO MODO DI VIVERE LA SCUOLA

Il Progetto Pedagogico “JOYSCHOOL – PER UNA SCUOLA DELLA GIOIA” nasce per trasformare la scuola da luogo dell’obbligo d’imparare ad orizzonte della gioia di apprendere. Questa gioia si spegne quando “imparare” diventa un obbligo, perché apprendere è un processo interiore che nessuno può imporre. Per questo, è necessario che l’apprendimento non sia vissuto come una condanna e che quello che s’impara a scuola sia percepito come mezzo per soddisfare la propria voglia di crescere. Una conoscenza duratura nasce, infatti, dalla passione e dagli interessi, dalla curiosità, dalle domande e dalla vita reale dei bambini; la conoscenza nasce dallo stupore (Socrate), non dalla minaccia, dai ricatti, dalla competizione per i voti o  da sterili accumuli di nozioni: il bambino non è un “secchio” da riempire, ma un fuoco da mantenere vivo.

Il fine dell’educazione è infatti  “tirar fuori” (dal latino  edùcere), cioè creare le condizioni affinché ogni bambino possa esprimere pienamente tutti i suoi talenti, inclinazioni naturali, attitudini, aspirazioni, al fine di acquisire gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali si troverà a vivere.

La vision del Progetto Pedagogico Joyschool ha come fine il rispetto della singolarità e complessità di ogni persona e della sua articolata identità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente deve essere posto “al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali” nel rispetto della centralità della persona che apprende, ponendo le basi di un percorso formativo che proseguirà in tutte le fasi successive della vita (vedi Indicazioni Nazionali per la scuola del primo ciclo 2012).

Nella visione del Progetto Pedagogico Joyschool, ogni esperienza di vita deve diventare occasione di conoscenza, perché la vita è apprendimento e l’apprendimento avviene solo vivendo.

Per questo, gli educatori che vogliano ispirarsi al Progetto Pedagogico Joyschool

  • comunicano ed ascoltano in modo altamente empatico e rispettoso;
  • sono creativi e fantasiosi nel creare occasioni di apprendimento finalizzato e che abbiano un senso per i bambini;
  • rifuggono dallo scolasticismo, dal nozionismo e dal precocismo;
  • combattono l’adultizzazione precoce;
  • mettono a disposizione il proprio sapere e sono pronti a confrontarsi con la conoscenza di cui è portatore ogni bambino;
  • spiegano, mostrano e fanno vedere “come si fa”;
  • sono “mediatori”,“facilitatori”, organizzatori degli ambienti;
  • affiancano ogni singolo alunno come allenatori-registi, offrono sostegno e sanno “abbandonare il campo” in modo che i bambini imparino a “fare da soli”, a impossessarsi delle conoscenze, porsi domande, saper ricercare, essere cioè responsabili della costruzione del sapere;
  • assecondano il bambino nella sua curiosità e cercano di offrire agli alunni quante più opportunità d’imparare e di esprimersi, ciascuno secondo la propria indole.
  • costituiscono una comunità di pratiche, fondata sul lavoro di gruppo, il confronto, l’aggiornamento continuo e l’autovalutazione.