Proposta Didattica

Il Progetto Pedagogico Joyschool per una Scuola della Gioia intende proprorre alle scuole di ogni ordine e grado un contesto didattico sereno, positivo e gioioso, in cui i bambini si sentano a loro agio, premessa indispensabile dello “star bene” a scuola perché l’apprendimento è prima di tutto un processo “emotivo” e “sociale” (curricolo socio-affettivo). Il benessere psico-fisico dei bambini è dunque una questione cruciale per la scuola.

La formula Joyschool si basa sul cooperative learning, una metodologia didattica in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento. Tale metodo si distingue sia dall’apprendimento competitivo che dall’apprendimento individualistico e si presta ad essere applicato ad ogni materia. Il cooperative learning, infatti, si innesta sulla normale programmazione della classe e apporta benefici alla qualità e alla stabilità delle cognizioni degli alunni, favorendo inoltre l’acquisizione di importanti abilità sociali, essenziali nel lavoro di squadra e nelle relazioni della vita di ogni giorno.

Il Progetto Joyschool prevede una didattica per competenze, intesa come mobilitazione di conoscenze, abilità e risorse personali, per risolvere problemi, gestire situazioni, assumere e portare a termine compiti specifici, di studio e di sviluppo personale.

Il tutoraggio tra pari (peer tutoring) o peer education viene promosso in quanto rende più efficace la comunicazione didattica perché mediata dagli stessi alunni, i quali rivedono e consolidano le conoscenze già acquisite nel mentre le condividono con i compagni.

La didattica laboratoriale, il problem solving, il learning by doing o by playing, il role-playing vanno utilizzati quotidianamente per stimolare la creatività nei bambini e non solo durante i laboratori tematici.

In linea con le Indicazioni Nazionali MIUR, essenziale è l’uso flessibile degli spazi (con disposizione dei banchi intercambiabile a seconda delle esigenze didattiche), così come la valorizzazione dei saperi informali degli alunni, cioè le conoscenze di cui i bambini sono già portatori, per ancorarvene delle nuove. In questo quadro, nella visione pedagogica di Joyschool, riveste particolare importanza il metodo naturale dell’apprendimento descritto da Celestine Freinet (“La scuola del fare”), con la proposta di attività finalizzate e motivanti (e spunti offerti dagli stessi studenti) che abbiano senso per i bambini, come ad esempio la corrispondenza epistolare (o via mail) con coetanei e la realizzazione del “giornale scolastico”.

La “restituzione” delle conoscenze, intesa come socializzazione del sapere con i docenti e la classe, non avviene mediante le interrogazioni, ma sotto forma di conferenzein aula da parte dei bambini o con esposizione di disegni, componimenti, lavori e ricerche.