La proposta di una scuola senza l’assillo dei voti

La proposta pedagogica Joyschool incoraggia l’abbandono dei voti numerici da palesare agli alunni. L’essere liberi dall’assillo del voto non significa, tuttavia, assenza di valutazione, che si focalizza sul percorso di crescita armonica e globale della persona anziché sul singolo “risultato di performance” o sul “profitto dello studente”. Ciò affinché nessuno si senta sminuito o etichettato da un numero, in un contesto in cui tutti sono protagonisti del loro apprendimento senza generare competizioni tra bambini e tra genitori. Emblematica a riguardo la “filosofia” della valutazione dei suoi alunni da parte del Maestro Alberto Manzi: “fa quel che può; quel che non può non fa” o il metro di giudizio di don Milani che ricordava quanto fosse ingiusto “fare parti uguali tra disuguali”… il che non significa non adoperarsi in modo creativo per stimolare tutti i bambini a dare il meglio di sé, utilizzando strategie didattiche motivanti e finalizzate per  migliorare i loro percorsi di apprendimento.

Nel contesto didattico proposto dal Progetto Pedagogico Joyschool, i bambini vengono abituati a fare autovalutazione, ad accorgersi dei propri errori ed essere in grado di correggerli imparando da essi. Per stimolare il processo di autovalutazione da parte dell’alunno, i docenti  utilizzeranno “emoticons” positivi o frasi di apprezzamento e d’incoraggiamento a fare meglio (anche in lingua inglese).

Ciascun alunno sarà quindi libero di  far “emergere” i propri talenti e di seguire le proprie inclinazioni, all’interno di un ambiente che lavora in gruppo, nello spirito del tutoraggio tra pari, che incoraggia tutti a migliorare e a sviluppare nuove competenze.